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Su di me/noi

Alla fine degli anni 70 sulle note dell'album "The wall", mentre le nuove generazioni imbrattate di "Grease" si ritrovavano a scoprire l'invenzione del primo walkman, Stefano Mancini nasce già, come ogni grande mente, consapevole del proprio futuro: muratore o Papa.
Ma la vita spesso riserva bizzarre sorprese, così, dopo qualche decennio, con somma convinzione decide di intraprendere parallelamente le carriere di matematico, informatico, grafico, pittore, chitarrista, factotum e preparatore di quiche alle zucchine.
Ma è la vena artistica a prendere il sopravvento, così Stefano, da autodidatta, decide di dedicarsi alla pittura giocando e sperimentando a 360 gradi.
Trova la sua inclinazione nella pittura su supporti in tessuto.
Da qui nasce Kuga.

STUDIO


Il nostro tempio, dove i problemi scompaiono e il tempo si ferma!
Come ogni studio artistico che si rispetti, al suo interno non può che esserci un gran casino, ma di quelli veri. La postazione principale, un'enorme scrivania marchiata Ikea, è adornata innanzitutto da un computer perennemente acceso, da pennelli e da straccetti sparsi ovunque. Accanto al monitor ci sono piccoli recipienti in cui viene preparato il colore, una tazza di un'azienda del tutto sconosciuta e fallita chissà quando, riempita da un mix di penne, matite, cutter ed ancora dagli immancabili pennelli. Pennelli piccoli, grandi, stretti, grassi, magri, alti, bassi, rotti ma pur sempre folti e pelosi.
Post-it riempiono la parete frontale, non perché ci piaccia il giallo, ma solo per colpa di una memoria pietosa ed è proprio grazie a quegli antiestetici fottuti foglietti che ci ricordiamo le vostre vere esigenze! Ringraziamoli!!!
E poi ancora freddi e silenziosi manichini, cartoni su cartoni spesso contenenti le nuove magliette ordinate, barattoletti vuoti e barattoletti pieni, fogli di plastica per tappezzare lo studio in pieno stile "Dexter", insomma, quell'ordine nel disordine, dove solo noi possiamo nuotarci dentro con la stessa disinvoltura che avrebbe un'anatra all'arancia.
E per finire, le ferite di guerra che ogni buono studio deve avere, schizzi di vernice sul pavimento, sul soffitto e sui muri, piccole stelle di ogni colore che rendono il nostro studio l'universo dove i problemi scompaiono ed il tempo si ferma sotto le note di un'immancabile musica a tutto volume da far tremare i vetri, perché senza di essa, qui, non si dipinge un cazzo!

TECNICHE UTILIZZATE


Tutte le tecniche utilizzate sono nulla senza la creatività nel metterle in pratica.
La tecnica che qui si predilige e si venera come una divinità Azteca, Inca, Maya e Frascatana è una sola: la tecnica denominata "a culo"! Per dirla in maniera più semplice, qui si prova, si azzecca, si sbaglia, si riprova, si coglie, si butta, si scarta, anche se non si conosce o non si sa neanche cosa si sta facendo.
Non vogliamo sentire cose tipo "ma io questo non lo so fare" oppure "ma io questo strumento non lo so usare". Queste sono frasi da mammolette! Sono per "Sex & the city" o "Don Matteo"! Qui non siamo ne sul set di "Sex & the city" ne tanto meno in quello di "Don Matteo"! Qui siamo in Kuga! E quindi è lecito sbagliare, fare casino, provare e riprovare, inventarsi tecniche mai viste prima, oppure tecniche già viste ma applicate alla nostra maniera, come la tecnica ormai brevettata della penna bic, oppure dello swing, o quella dell'ammollo e del morto a galla.
Ovviamente, più strumenti si utilizzano, più le prove e gli errori aumentano, ma è proprio questo il bello, sporcarsi le mani, e non solo, con ciò che non si conosce, affondando fino alla testa nel mare di possibilità che l'arte ci regala.
E' facile fare una cosa fatta bene. Il difficile è riuscire a farne dieci fatte bene e a detta di molti, pare che noi ci riusciamo.

IDEE


"Un'idea che non sia pericolosa, è indegna di chiamarsi idea."
L'idea è il motore che ci tiene sempre attivi. Quando manca l'idea, Kuga va in ferie. Se l'idea è a fare in culo da qualche parte, lo stimolo necessario a portare avanti un determinato progetto subisce un calo di prestazione vertiginoso. Per fortuna i nostri neuroni (e non solo) viaggiano a velocità non comuni e creano un numero tale di sinapsi da far invidia a chiunque, alle volte anche a noi stessi!
Per questo, grazie alle nostre idee e alla voglia di metterci in gioco e di rischiare, abbiamo creato alcune delle cose più pazze che si siano mai viste, come i progetti "M3" e "Grow Up", per non parlare di opere come "Frutta e verdura" o "My Tao", talmente fuori dagli schemi da poter essere considerate quasi rivoluzionarie se pensiamo al loro campo di applicazione.
Ebbene si, quello che qui fa la differenza è l'idea.
Non importa se sei Giotto o sei specializzato nel ritrarre "gli omini dell'impiccato", l'importante è avere in testa una buona idea, al resto ci pensiamo noi.
Come direbbe Gaber: "Un'idea, un concetto, un'idea finché resta un'idea è soltanto un'astrazione" e Gaber spesso, aveva ragione.

DICONO DI NOI


Quello che la gente dice...più o meno apertamente...
Le immagini e le foto sono dei relativi proprietari. Le frasi qui scritte non sono mai state pronunciate dalle persone raffigurate. Qualora lo fossero, li ringraziamo e li invitiamo a farlo pubblicamente così ci fanno un po' di pubblicità.

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